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martedì 17 giugno 2008

Oh Oh Mr. Cairns!

Non è bello sentirsi apostrofare come "greasy waps" vale a dire terroni unti o roba del genere. E' quello che ha detto un membro del Parlamento gallese in un programma televisivo inglese alla domanda su quale squadra degli Europei facesse il tifo. Quest'uomo ha dato varie definizioni alle squadre e a noi ci ha appioppato nientemeno che questa definizione. Subito dopo il conduttore in vero stile British ha chiesto e ottenuto le scuse da parte di Cairns, il quale il giorno dopo si è dimesso chiedendo scusa agli italiani, Paese che dice di adorare...
"I have the utmost respect for Italy and Italian people but accept that my comments, no matter how inadvertent, were unacceptable."
Alun Cairns AM
La storia mi ha dapprima fatto arrabbiare, poi ho apprezzato il modo ultra-veloce di sistemare la cosa. Lui stesso ha capito di aver sbagliato di grosso e ha dato le dimissioni. Mi viene da pensare a cosa avrebbe fatto un politico italiano... Quante ne abbiamo sentite in questi anni, una su tutte la "bomba" di Calderoli ai Paesi islamici che provocò tanta indignazione in Libia. Ecco, il prode Calderoli è sempre lì in Parlamento!!!
Anyway, resta incredibile la leggerezza di alcuni politici nell'apostrofare questo o quello. E pensare che Cairns è impegnato nella lotta contro il razzismo e la discriminazione...

venerdì 8 giugno 2007

Pressapochismo italiano

Nella nostra italietta che sembra sempre arrancare in ogni campo, uno degli aspetti più negativi riscontrabili pressochè dappertutto è una certa mancanza di professionalità nel lavoro.

Intendiamoci, esistono tante ambiti validi, moderni e all'avanguardia nel nostro Paese, ma in ognuno di essi sono riscontrabili i sintomi del decadimento, dell'impoverimento, della trascuratezza e di una certa lacuna professionale di chi è dentro alle cose.
Bisognerebbe analizzare gli approcci al lavoro dell'italiano medio per poter avere un' idea di come all'improvviso quello che funzionava benissimo ieri salta per aria oggi...
Non è facile, ma non è certo una materia nuova.
Provo a elencare qualche punto:
- siamo un popolo perennemente devoto all'ozio, un vizio riscontrabile sia ai livelli più bassi, che a quelli più alti,
- sentiamo il lavoro come un obbligo, un peso. Quando vedo gli extracomunitari presenti da noi riscontro tutt'altro: una gran voglia di fare! Certo, loro hanno fame! Ma non è solo per questo. Un pakistano che apre un negozio e lavora ininterrottamente per almeno 6 giorni alla settimana non lo fa solo perchè ha necessità di guadagnare, ma forse perchè non sente il peso del lavoro come un qualcosa di fastidioso, quando non insostenibile.
- la tristezza di prendere uno stipendio non adeguato ci mette nelle condizioni di non sentirci motivati nel lavoro. E' di sicuro un motivo importante, ma non sufficiente a giustificare la mancanza di professionalità!

In questi giorni mi è capitato più volte di assistere a situazioni di pressapochismo devastante, sia nel campo pubblico che privato. Sono segnali preoccupanti per chi come me sta cercando di costruire un futuro in quasto Paese.

venerdì 1 giugno 2007

Una questione di rispetto

Credo che il programma di ieri sera "Anno Zero" di Santoro abbia messo in risalto un'esigenza che si avverte sempre di più all'interno del nostro mondo: la ricerca di un dialogo tra il mondo religioso e quello scientifico e ateo. Ovviamente è sempre stato un dialogo difficile e tale forse resterà. Ma per chi come me cerca un equilibrio tra le due parti perchè entrambe sono importanti all'interno della società, ambisce a vedere il raggiungimento di un punto di dialogo e di comprensione efficace.
Vedere Monsignor Fisichella additato, un po' schernito dai soliti sapientoni-teste piene del nostro tempo non è una bella cosa per un cristiano e, penso, neanche per uan persona di buon senso atea. Non mi è sembrato un confronto duro e irrispettoso, quanto un'arena dove sottilmente si cercava di mettere in cattiva luce la Chiesa, di trovare ogni appiglio per accusarla o per denigrarla. L'inviato della BBC, autore del servizio scandalo, sembrava il giudice sopra tutto che ghignava, accusava e affrontava il Monsignore come una persona qualsiasi...
Bisognerebbe prendere in considerazione 2 cose quando si affronta la Chiesa:

- la società atea e bigotta proviene in fondo dalla stessa matrice cattolica che ha plasmato nei secoli il nostro continente. Quindi, che lo si voglia o no, Odifreddi e Fisichella appartengono comunque a un pensiero che ha una radice comune;

- il rispetto per le persone aumenta a maggior ragione quando il soggetto proviene da un ambito religioso, qualsiasi sia la religione in questione. Non è una questione di casta o roba del genere. E' una questione di rispetto, che deve essere sì verso tutti, ma che inevitabilmente non può essere lo stesso per tutti.

lunedì 14 maggio 2007

Storie (ridicole) di treni


Castelfranco Emilia, 30°, ore 14.28

aspetto il regionale da Parma per Bologna. Quello delle 14.14 per Ancona ha un ritardo di 25 min. Incredibilmente arriva in orario, verso le 14.30, ma è pieno zeppo di gente che da Modena ha preferito questo anzichè quello per Ancona. Salgo e mi trovo attaccato alle persone che non sono riuscite a sedersi, in questo treno piccolo ma nuovo, una vera e propria eccezione.

Il treno non parte.

Passano 5,

10,

15 minuti, ma niente da fare.

La gente comincia a mormorare. Dei napoletani che devono prendere una coincidenza, dei magrebini che non si sa cosa devono fare, una signora anziana in preda alla voglia di maledire chiunque...
Passano 20 minuti senza che nessuno abbia il buon senso di dirci qualcosa. Si sa che c'è il treno per Ancona che avrebbe la precedenza, ma non sappiamo niente di più.
Intanto passano Eurostar e Intercity con la precedenza, ma noi ancora lì ad aspettare.

Poi parte.

Senza che il regionale per Ancona ci avesse preceduto...
Cosa abbiamo aspettato?
Perchè nessuno ci ha detto niente?
Perchè ci sono persone che anche questa volta perderanno coincidenze senza motivo?
ma soprattuto...
Cos'abbiamo fatto di male???

venerdì 4 maggio 2007

Il meraviglioso mondo delle biblioteche


In un periodo nazionale dove le cose sembrano sempre di difficile soluzione voglio parlare di un aspetto positivo, uno dei più interessanti per quanto mi riguarda: le biblioteche.

Credo che perlomeno nella mia regione, l'Emilia-Romagna, da un po' di tempo ci sia un proliferare e un abbellimento delle biblioteche statali e non. Nella sola Bologna ci sono splendidi esempi a partire dalla famosa Sala Borsa per arrivare a veri gioiellini come la Borges. Ora, il fatto più interessante non è tanto il numero o la collocazione geografica, quanto i servizi che stanno prendendo sempre più piede. La biblioteca non offre più solo un servizio prestito libri, ma in molti casi offre varie opportunità di svago, mostre fotografiche, conferenze e soprattutto un servizio prestito di materiale mediatico. E' questa una delle grandi novità di questi ultimi anni: molte sono attrezzate con un vero e proprio arsenale di cd, cd-rom, dvd, cassette e tutto quanto ci sia sul mercato.

Sarebbe troppo scontato puntare sul fatto che la gente se ne approfitti per sfruttare la possibilità di masterizzare e copiare a più non posso. Credo che bisogna sottolineare la grande capacità del servizio di permettere agli utenti, specie quelli meno facoltosi, di conoscere la musica, il cinema e il teatro come non potrebbero fare in alternativa! E' una possibilità enorme per aprire nuove conoscenze e scoprire con calma gli autori più lontani e anche quelli più vicini.

Mi auguro che biblioteche gioiello come la Delfini di Modena o la Mediateca di San Lazzaro possano essere dei punti di partenza per permettere al cittadino comuno di avere sempre una finestra aperta sul mondo, senza dover parlare di costi e di spese.

E di questi tempi non è poco...

giovedì 26 aprile 2007

Integrazione e bambini


Com'è difficile la convivenza tra immigrati e italiani...

Giovedì pomeriggio, è il momento di Italia - Marocco per la mia scuola elementare. I ragazzi si dividono rapidamente in 2 squadre, cantano l'inno all'inizio e sin dai primi miluti è tutto uno scalciare, spingere, urlare, a volte insultare. Si sente la competizione già a 7 anni, chissà come diventeranno tra qualche anno... Il fair play non viene rispettato quasi mai, anche nelle rimesse laterali più evidenti, addirittura nei goal, sperando che l'arbitro (che sarei io...) non veda...

Siamo ai primi anni di immigrazione magrebina e si sente in ogni situazione la loro voglia di non soccombere ai giudizi italici o alla mancanza di esperienza in alcune cose. Credo che bisogna sempre in ogni circostanza cercare di coniugare le diverse mentalità a cominciare dai più giovani, e vi garantisco che è già difficile a questa età...

Non bisogna ripetere gli errori di altri paesi europei e cercare di eliminare il più possibile, di smussare ogni pericolosa divisione tra i ragazzi. Onestamente non è facile e ammetto che più il tempo passa e più lo sento come un obbiettivo quasi impossibile, per le posizioni di alcuni tipi di immigrati, ma non si può far altro che provarci.


Sperando che l'amore che sta alla base di ogni uomo possa prevalere sulle infinite possibilità di fuga verso mondi di odio e violenza.


Anche tra i piccoli.

giovedì 15 marzo 2007

Che razza di scuola....



E' difficile far capire agli altri quello che si prova ad insegnare in una scuola. Lo è sempre stato. Oggi più che mai. In una società assolutamente scadente come quella odierna, la scuola non può rappresentare l'oasi. Quello che sconcerta è il livello di inciviltà raggiunto dagli studenti. Non è facile fornire una spiegazione, onestamente sono tante le cose da dire che non si sa neanche da dove cominciare... mi pare comunque molto strano che finora, fino ai casi ecclatanti di questi ultimi tempi, non si sia accennato alla situazione di una scuola che è rimasta alla preistoria in tutto!!! E' ormai da qualche anno che insegno, sono stato un po' in tutti i tipi di scuola e in nessun caso ho visto una realtà moderna, al passo coi tempi. Anche nelle segreterie ci sono delle lacune colossali, inaccettabili in qualsiasi ufficio. Insomma tra i soldi che non ci sono e il livello generale degli studenti la situazione è davvero penosa. Ora, io penso che se ne possano dire tante, ma che forse bisognerebbe considerare, anzi ri-considerare, l'istruzione in sè. Quando vado alla lavagna col gessetto per scrivere qualcosa mi sembra che il tempo si sia fermato in quella classe e che la tecnologia nelle tasche degli alunni faccia a pugni col materiale scolastico...
Penso che alla base degli scempi scolastici odierni ci sia una scuola che è rimasta incredibilmente immutata nella sua struttura e che paga per questo un prezzo altissimo.

Che sconta l'insegnante.

martedì 6 marzo 2007

Storie di degrado


Riguardo al degrado delle nostre città si dice e si è detto tanto.

Quello che sorprende è la velocità con la quale alcuni centri importanti e famosi vengono rovinati quotidianamente da atti vandalici di ogni tipo. Chi vive a Bologna sa di quello che parlo.

Ma anche in centri piccoli e apparentemente lontani dalle consuete forme di degrado cittadino si stanno verificando episodi sconcertanti.

Per esempio è il caso di Castelfranco Emilia, paese a cavallo tra Bologna e Modena. L'ondata degli immigrati è forte e ben visibile ad ogni angolo del paese. La stazione dei treni è l'esempio di come un ambiente venga travolto quotidianamente da atti vandalici. Esiste solo una biglietteria automatica, presa di mira continuamente da gruppetti di ragazzaini che si divertono a metterla fuori uso. Sopra la biglietteria è posta uan telecamera che probabilmente non fa molto... Risultato? Ogni giorno i pendolari sono costretti a comprare il biglietto da un anziano bigliettaio nel centro o sperare di non beccare una multa...

La stazione è in (lento...) rifacimento e una domenica, spinto da curiosità, sono andato nella postazione ferroviaria vicina alla stazione. C'era una ragazzo solitario, addetto all'ufficio, il quale mi ha spiegato come l'obbiettivo di FS sia quello di togliere le biglietterie dalla maggior parte delle stazioni per "automatizzare" il più possibile.

Già. Ma con quale prospettiva? Se i ragazzini continueranno a divertirsi senza che venga preso nessun provvedimento, quale futuro dobbiamo aspettarci?

E se il vecchietto che vende i biglietti in centro si dedicasse ad altro?

Possibile che anche i diritti minimi dei cittadini siano così messi a repentaglio?

Lo stato di salute di un Paese si verifica dalle piccole cose.