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giovedì 10 giugno 2010

Recueillement

Non conosco Baudelaire, ma questa poesia è sublime!


Recueillement

Sois sage, ô ma Douleur, et tiens-toi plus tranquille.
Tu réclamais le Soir; il descend; le voici:
Une atmosphère obscure enveloppe la ville,
Aux uns portant la paix, aux autres le souci.

Pendant que des mortels la multitude vile,
Sous le fouet du Plaisir, ce bourreau sans merci,
Va cueillir des remords dans la fête servile,
Ma Douleur, donne-moi la main; viens par ici,

Loin d'eux. Vois se pencher les défuntes Années,
Sur les balcons du ciel, en robes surannées;
Surgir du fond des eaux le Regret souriant;

Le Soleil moribond s'endormir sous une arche,
Et, comme un long linceul traînant à l'Orient,
Entends, ma chère, entends la douce Nuit qui marche.

Charles Baudelaire, Les fleurs du mal CLIX

sabato 9 agosto 2008

Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente,
cedi, gemma, cedi.

Lo spirito della fioritura s'è abbattuto su di te.
Puoi rimanere ancora bocciolo?

[Rabindranath Tagore]

lunedì 9 giugno 2008

Poesia

Ho scritto qualche poesiola ultimamente, su una panchina in un parco o in qualche altro posto che non ricordo...

La luce di un tramonto
può salvare il mio momento.
La natura schiacciata
dalla follia umana è
la sola forza di
cui abbiamo bisogno
su questa Terra.
In attesa di Dio.
§
Poesia è discernere
il passato,
è salvare il
momento,
è sperare
in eterno.
§
Attendere l'amore
è cercarlo in
ogni momento.
§
Luci soffuse ora
nello scrivere del
mio presente.
Non arriva il momento
in cui il mio destino
prende forma e
con forza
mi spinge verso la mia vita.
Lasciarsi andare
all'eterno errore,
è questo forse
il mio destino.

giovedì 14 febbraio 2008

Petrarca

Mi lascio trasportare da questo meraviglioso sonetto (189) del Divino Petrarca...

Passa la nave mia colma d'oblio
per aspro mare, a mezza notte il verno,
enfra Scilla et Caribdi; et al governo
siede 'l signore, anzi 'l nimico mio.

A ciascun remo un penser pronto et rio
che la tempesta e 'l fin par ch'abbi a scherno;
la vela rompe un vento humido eterno
di sospir', di speranze, et di desio.

Pioggia di lagrimar, nebbia di sdegni
bagna et rallenta le già stanche sarte,
che son d'error con ignorantia attorto.

Celansi i duo mei dolci usati segni;
morta fra l'onde è la ragion et l'arte,
tal ch'incomincio a desperar del porto.

giovedì 29 novembre 2007

Onore a te


Che l'amore possa raggiungerti ovunque
o mio sovrano
perso nell'aere di mille parole
al vento,
nel mare.

Il presente d'assenzio
imbriglia il tuo sospiro,
così pesante e monotono.

Nella vita che non vuoi
non puoi più partire
costretto ad accettarla
e a masticarla
come non sai
come devi e basta.

Ogni mattino
cerherai il sole
che hai perso la sera.

E,
trovandolo,
vivi.

sabato 7 luglio 2007

O Madre Natura


O Terra,
O Mare,
O Fuoco,
O Cielo.
Vi lodo, vi cerco, vi voglio.
La mia anima assopita e
occupata dal vano
si erge, si innalza a voi,
chiedendovi umilmente di
far sentire la vostra potenza
e la vostra grazia.
Sento e risento la forza della vita
arrivare,
cercare,
tentare faticosamente di entrare
nella mia dimensione.
Dopo tante sofferenze,
rigetti,
battaglie.
Solo voi potete.

sabato 2 aprile 2005

Grazie Karol

Muori davanti.
ma non nei nostri cuori,
sempre più duri e lontani da quello che vorresti.
Muori e ci lasci un vuoto assurdo,
da colmare chissà come,
chissà quando.
Muori dopo averci insegnato a vivere,
tra le difficoltà più devastanti.
Muori leggero e sereno,
come ognuno di noi,
in fondo,vorrebbe.
E' dura adesso Karol.
Stavolta sì.
Grazie

giovedì 6 maggio 2004

go, go!

"Gli uomini che
lavorano sempre non
hanno tempo per sognare
e solo chi ha tempo
per sognare trova la saggezza".
Smohalla (Indiano d'America)

guarda per strada, la gente.
ma fallo col cuore, togli la testa.
moto costante, inutile.
passi.
è un tempo comune, lo stesso sguardo.
di inesistenza, di assenza.
un povero chiede aiuto, è importante.
ma quegli sguardi non lo perforeranno mai.
distanti e impegnati.
correre.
lontano dal vero.
abbracci il falso.
siamo nell'illusione.
questa dolcissima illusione.
capisci.
ma poi dici che bisogna fare così.

lunedì 3 maggio 2004

Una finestra da Porto Garibaldi

L'altra sera, al mare.
Dopo un'estenuante giornata di lavoro, mi sono gustato l'orizzonte di Porto Garibaldi (FE). Le luci splendevano nell'acqua burrascosa e impervia. Le onde annegavano i miei dubbi e la mia disperazione. Sono state ore forti, piene di passione e di energia mentale. Il moto distruttivo del mare in tempesta, l'odore indissolubile dell'acqua, gli spruzzi giganteschi e perforanti. Mi hanno lavato parte dell'anima. Mi hanno caricato di vita.Così ho partorito una poesia, un affresco semplice sul viaggio della mia vita. Sui luoghi che mi hanno perforato l'anima e la mente.

L'amore a Ramsgate,
La Sicilia del sole,
La memoria a St.Andrews,
Il profumo di Nizza,
Il futuro del Portogallo.

Ogni passo della mia memoria è intriso di una luce diversa, di un lampo che
illumina la mia vita di qualcosa di indescrivibile, qualcosa di mio.
Questa volta sì.