venerdì 23 luglio 2010

Isaak

Chris Isaak - Graduation Day

Driving slowly, watching the headlights in the rain.
Funny how things change.
Think of the good times wishing you were still with me.
The way it used to be, graduation day.

Watching the stars fall, a million dreams have all gone bad.
Think of all we had.
I knew all then, thought you loved me I was wrong.
Life goes on, graduation day, oh, graduation day.

Thinking of a time when everything was right.
Thinking of a time with only you and I.
Makes me sorry that it had to end that way.
Learned my lesson now there's nothing left to say, graduation day, oh graduation day.

( Guitar Solo )

Thinking of a time when everything was right.
Thinking of a time with only you and I.
Makes me sorry that it had to end that way.
Learned my lesson now there's nothing left to say, graduation day, oh graduation day.
Oh graduation day.

giovedì 10 giugno 2010

Recueillement

Non conosco Baudelaire, ma questa poesia è sublime!


Recueillement

Sois sage, ô ma Douleur, et tiens-toi plus tranquille.
Tu réclamais le Soir; il descend; le voici:
Une atmosphère obscure enveloppe la ville,
Aux uns portant la paix, aux autres le souci.

Pendant que des mortels la multitude vile,
Sous le fouet du Plaisir, ce bourreau sans merci,
Va cueillir des remords dans la fête servile,
Ma Douleur, donne-moi la main; viens par ici,

Loin d'eux. Vois se pencher les défuntes Années,
Sur les balcons du ciel, en robes surannées;
Surgir du fond des eaux le Regret souriant;

Le Soleil moribond s'endormir sous une arche,
Et, comme un long linceul traînant à l'Orient,
Entends, ma chère, entends la douce Nuit qui marche.

Charles Baudelaire, Les fleurs du mal CLIX

lunedì 1 febbraio 2010

America!

Ancora mi eccito quando ascolto questa canzone. I riferimenti sono molteplici, sembra che ci sia un significato nascosto nel testo che non riesco a percepire.

A Horse With No Name - AMERICA

On the first part of the journey I was looking at all the life
There were plants and birds and rocks and things
There were sand and hills and rain
The first thing I met was a fly with no buzz
And a sky with no clouds
The heat was hot and the ground was dry
But the air was full of sound

You see I've been through the desert on a horse with no name
It felt good to be out of the rain
In the desert you can't remember your name
'Coz there aint no one to a give you no paine

After two days in the desert sun
My skin began to turn red
After three days in the desert fun
I was looking at a river bed
And the story it told
Of a river that floated
Made me sad to think it was dead

You see I've been through the desert on a horse with no name...

After nine days I let the horse run free
'Coz the desert had turned to sea
There were plants and birds and rocks and things
There were sand and hills and things
The ocean is a desert with it's life underground
And the perfectest sky is above
Under the cities lies a heart made of ground
But the humans will give no love

You see I've been through the desert on a horse with no name...

venerdì 29 gennaio 2010

Camminare

Un consiglio a tutti coloro che stanno davanti a internet dalla mattina alla sera, agli annoiati, ai teledipendenti, ai frustrati... Leggete "Camminare" dello scrittore norvegese Tomas Espedal. Mi ha fatto riscoprire la voglia di sentire la terra sotto i piedi muoversi, il piacere di sentirmi unito all'ambiente anche in una caotica città. Perchè il cammino è parte dell'uomo e c'è tutta una letteratura che ne parla e ci insegna a mollare tutto e andare...
Il libro è scorrevole e parla delle esperienze di un eterno giovane scrittore single amante dell'alcohol e della letteratura che ha passato tanto tempo a viaggiare e soprattutto a camminare! A volte, incredibile ma vero, ci muoviamo senza pensare che camminiamo...

sabato 31 ottobre 2009

Storie di treni /1

Il solito treno, la solita ammucchiata.
Appena entri senti l'inconfondibile puzzo di sporco e sudicio caratteristico dei treni italiani. Stavolta capisco che i 20 minuti che mi separano da Bologna saranno particolarmente infernali, nella massa già al mattino... Un uomo delle FS sta attaccato alla porta con la faccia scocciata. Arriva un tizio dietro di me dalla faccia chiaramente sofferente e chiede all'uomo FS di aprirgli la porta del bagno. Eh sì perchè oltre al sudiciume i bagni fanno tanto schifo che forse è meglio tenerli chiusi... Tanto il pendolare, si sa che non deve viaggiare a lungo... L'uomo FS lo guarda male e in un italiano meridionale scocciato gli dice che lui non ha le chiavi e lo invita bruscamente ad andarsene a cercarsene un altro... già in mezzo alla folla in piedi nelle carrozze... Il tipo sofferente e allibito gli dice che si è rivolto a lui perchè è delle FS e l'uomo FS ancora più scocciato dice che lui non ne sa niente, che il bagno l'hanno chiuso a Genova e che... e che... "cosa vuoi da me???". Allora il tizio sempre più sofferente e impossibilitato ad "andarsene a cercarsene un altro" cala il capo e attende l'arrivo a Bologna. Di fianco a me qualche italiano pendolare protesta e sbuffa contro l'uomo FS mentre una donna claustrofica si copre la bocca...soffrendo anche lei. L'uomo FS continua a guardare dal finestrino, scocciato, sempre più scocciato.

sabato 17 ottobre 2009

Colloqui

Ti chiamano per un colloquio, l'ennesimo della tua vita... una casa editrice... che bello... alle 19.00... lui è stanco ha appena finito un'intensa giornata di lavoro, si tocca gli occhi, si sposta gli occhiali di continuo, perde il filo, si scusa, farfuglia, si gratta... leggiucola il tuo cv... ti ha mandato una mail per dirti che è interessato a fare 4 chiacchiere... ma non è in grado di fare un discorso compiuto... non ne ha voglia, anche se tu hai fatto della strada apposta per andarlo a sentire... lui ha letto il tuo cv quindi sa le tue competenze o cosa hai fatto... ma comincia a dire che ha bisogno di uno così, di uno colà... che quello che hai fatto non è sufficiente, che non sa neanche lui, che deve pensare, che ha un paio di posti vari, che però non sa, che forse si può, forse no... alla fine in un bagliore di normalità dice che forse no, ma che forse sì e comunque magari si farà qualcosa...
...
...
e io?
che bello...

Il mondo del lavoro italiano è più o meno questo. C'è una grande massa di datori di lavoro che magari hanno fatto anche fortuna che non ha la più pallida idea di come affrontare un colloquio e che non ha interesse nella persona che ha davanti. Non è solo una incredibile mancanza di rispetto nei confronti del candidato, ma una miserevole dimostrazione di mancanza di professionalità. Ma dove volete andare...

sabato 22 novembre 2008

Portogallo e Montale

"Il Portogallo è uno dei paesi latini che il Cielo ha meglio preservato dalla volgarità. Le ragioni di questo fatto mi sfuggono. Se siete sensibili al motivo economico potrete attribuirle a mancanza di capitali che permettano di creare industrie e di sfruttare il policromo mantello di troppe terre; se siete psicologi e moralisti osserverete che dovunque esiste una tradizione cattolica è frenata la corsa al meccanicismo e alla vita intensa; se siete modernisti e attivisti direte che il benessere porta con sè inevitabilmente un certo appiattimento, ma è sempre da preferirsi alla nobile muffa delle nazioni "depresse". Sia come si voglia, resta la constatazione che qui sopravvive qualche bene che le nazioni poste alla frusta dal progresso hanno ormai perduto di vista. Lo stesso insegnamento si porta via dalla Grecia, prova evidente che dove è passata la grandezza un cedimento totale non è più possibile. (...) Siamo in una delle ultime classiche riserve di Strapaese, questa è la verità: in un angolo del mondo dove non esistono confini tra regalità, familiarità e indigenza, e dove la misura delle cose è ancora umana."

Eugenio Montale
"Prose narrative"

mercoledì 19 novembre 2008

Oggi un Dio non ho

Sentivo solitudini, l'ulivo del Getsemani
E accendersi le voci dentro la città
Le croci che non porterò: oggi un Dio non ho.
Madonna per la via non andar via che mi perderò...
Lascio il gregge, io
Oggi un Dio non ho
E la tua legge qui non rispetterò
Resta dove sei, negli abissi miei non ti cercherò
Oggi un Dio non ho

Sentivo moltitudini, l'arrivo di altri popoli
E accendersi bandiere, feste inutili
Campane che non suonerò
Oggi un Dio non ho
Madonna madre mia non andar via che io morirò
Sono uomo anch'io
Oggi un dio non ho

Dentro un vortice nuvole scoppiano e il sole cade giù
E ho bisogno di aiuto e non c'è che da vivere
Esistere
Giorno dopo giorno ancora non mi arrenderò
Oggi un Dio non ho
Sono morto anch'io
Se oggi un Dio non ho
E nell'Amore sì io rinascerò
Chissà dove sei
Negli abissi miei ti ritroverò
Ma oggi un Dio non ho

[Raf]

lunedì 29 settembre 2008

Cose tristi...


Signore e Signori,

il tipico umorismo italiano...

Ridete Signori

Ridete...

sabato 27 settembre 2008

L'uomo e il Sublime

Vedendo ieri il bellissimo reportage di Iacona su raitre sull'Afghanistan non posso che rattristarmi nel vedere quei posti meravigliosi scolpiti dalla luce e dal vento, quelle montagne disegnate da una mano divina, che farebbero sognare qualsiasi poeta ridotti a campo di battaglia. Fortezze isolate, gente armata, elicotteri in quei cieli infiniti. E in tutta questa meraviglia della natura l'uomo non ha di meglio da fare che spacciare oppio, droga e farsi la guerra. Il documentario, molto bello, mi ha suscitato profonda delusione. E' come se vedessi due entità distinte, da una parte l'uomo intento a fare il male e dall'altra la beata e inerme natura.
E' davvero incredibile.
E sì perchè quando si fa una guerra molte volte si dimentica del campo di battaglia, che di solito è di una bellezza sconcertante. Il povero Afghanistan magari sarà ricordato per i talebani o altre brutte cose, così come il Pakistan, l'Iran o l'Iraq, dimenticandosi delle meraviglie naturali che hanno. Il disegno divino, quella natura dolce e aspra al tempo stesso ridotta a triste campo di battaglia. Vedevi l'uomo nella più totale solitudine con un mitra in mano (!!!), e tutt'intorno un sublime infinito. Ho sentito un sentimento di rigetto, di incredulità, ma si sa che la guerra è guerra... Chissà se qualche militare avrà sentito quello che ho provato io?
C'è un duplice crimine: a Dio e al suo creato. Forse il cuore e l'anima degli uomini un giorno potranno sentire l'assurdità del loro agire.
Quanta vergogna a essere uomo.