lunedì 28 maggio 2007

A Felicidade


Qualche settimana fa ho assistito a uno splendido appuntamento musicale: Musicateneo 2007, presso l'aula Absidale della mia ex facoltà di Lingue di Bologna.
E' una rassegna di cori universitari provenienti dalle università europee. Sabato 19 Maggio è stata la volta dell'Ensemble Choral Universitaire de Montpellier che ha proposto uno spettacolo particolare, basato sui ritmi brasiliani. E io che speravo in un qualcosa di français...
E' stato molto bello, niente da dire, e una canzone in particolare mi ha toccato l'anima: "Felicidade". E' molto famosa in tutto il mondo e il coro l'ha interpretata in modo originale, senza cantarla con un solista, ma riprendendola tutti insieme.
Il testo è stupendo anche se un po' malinconico:


Tristeza não tem fim
Felicidade sim...
A felicidade é como a pluma
Que o vento vai levando pelo ar
Voa tão leve
Mas tem a vida breve
Precisa que haja vento sem parar.
A felicidade do pobre parece
A grande ilusão do carnaval
A gente trabalha o ano inteiro
Por um momento de sonho
Pra fazer a fantasia
De rei, ou de pirata, ou jardineira
E tudo se acabar na quarta-feira.
Tristeza não tem fimFelicidade sim...
A felicidade é como a gota
De orvalho numa pétala de flor
Brilha tranquila
Depois de leve oscila
E cai como uma lágrima de amor.
A minha felicidade está sonhando
Nos olhos de minha namorada
É como esta noite
Passando, passando
Em busca da madrugada
Falem baixo por favor...
Pra que ela acorde alegre como o dia
Oferecendo beijos de amor.
Tristeza não tem fim
Felicidade sim...

Sensazioni d'Oltremanica

A volte capita di imbattersi in posti che te ne fanno ricordare altri. E' successo a me stamattina, in uno sconosciuto quartiere di Modena, la Sacca. Si tratta di un posto particolare, popolato per la maggiore da immigrati africani. Va' detto che ci sono molti problemi di criminalità e che i cittadini del posto non vivono certo tranquilli e sereni (http://ilnuovo.redaweb.it/seconda.php?key=16143). Non è vicino al centro, è piuttosto decentrato e la sua urbanistica non ha niente di particolare. Ci sono molti quartieri anonimi a Modena, questo sembra un quartiere di una città straniera. Mi ha ricordato qualche scorcio di Londra o di una città inglese, con i tetti bassi, gli immigrati, i negozi dai nomi stranieri. Il tutto condito da un tempo...inglese, con nuvoloni bassi e aria di pioggia.
Forse è stata solo una suggestione, ma penso che le nostre città stiano cambiando più di quanto noi lo avvertiamo. L'Italietta provinciale sta cambiando pelle, almeno in alcune zone e anche nelle città piccole come Modena.
E' stata una bella sensazione, lo ammetto. Amo l'Inghilterra anche se ne riconosco la bruttura di alcuni quartieri periferici.
Oggi quella "bruttura" l'ho avvertita in Italy e non so se devo sentirmi onorato di vivere nella globalizzazione o preoccuparmi per la caducità di certi quartieri ...
Ma la bella sensazione di sentirmi in "terra inglese" mi ha reso felice!

venerdì 18 maggio 2007

L'Africa più nera


Guerre dimenticate. Paesi dimenticati.

Ho letto propri ieri la storia di un inviato di Radio Popolare, Raffaele Masto, che ha scritto un libro sulle sue esperienze in Africa. Scritto in modo estremamente semplice, diretto e comprensibile a tutti, ha la caratteristica (sempre più rara...) di saper coinvolgere senza particolari esercizi stilistici.

Dalla Somalia all'Angola. Ed è proprio in Angola che la mia attenzione è stata rapita.

Si tratta di un Paese davvero sconosciuto ai più, specie in Italia. E' di lingua portoghese, essendo una ex colonia lusitana. Dal libro si evince da subito come il giornalista sia capitato in una relatà assolutamente pericolosa e fuori dal normale. Non descrive molto la storia del Paese, anche perchè forse non ce n'è molta, ma si sofferma su quello che vive in prima persona, dall'arrivo all'hotel più lussuoso ma non voluto... al girovagare per le pericolosissime shanty towns, in compagnia di una "guida" locale che gli fa strada avvisando i parenti e gli amici per evitare che il nostro amico faccia la fine di "una gazzella tra i leoni", come dice lui stesso.

Si evince la povertà estrema di un popolo dimenticato, sfruttato e stremato da anni di guerra civile. Il tutto in netta contrapposizione con l'Ilha, la penisoletta d'oro di Luanda, dove i ricchi bianchi e neri si strafogano nel lusso più sfrenato, con le loro macchinone parcheggiate fuori dai locali, a fianco a bambini scalzi e magrissimi che dormono sulla strada.

Colpisce l'analisi lucida e senza retorica con la quale Masto ci proietta in questo inferno sconosciuto, da dove si sente il bisogno di Dio e dell'uomo.

lunedì 14 maggio 2007

Storie (ridicole) di treni


Castelfranco Emilia, 30°, ore 14.28

aspetto il regionale da Parma per Bologna. Quello delle 14.14 per Ancona ha un ritardo di 25 min. Incredibilmente arriva in orario, verso le 14.30, ma è pieno zeppo di gente che da Modena ha preferito questo anzichè quello per Ancona. Salgo e mi trovo attaccato alle persone che non sono riuscite a sedersi, in questo treno piccolo ma nuovo, una vera e propria eccezione.

Il treno non parte.

Passano 5,

10,

15 minuti, ma niente da fare.

La gente comincia a mormorare. Dei napoletani che devono prendere una coincidenza, dei magrebini che non si sa cosa devono fare, una signora anziana in preda alla voglia di maledire chiunque...
Passano 20 minuti senza che nessuno abbia il buon senso di dirci qualcosa. Si sa che c'è il treno per Ancona che avrebbe la precedenza, ma non sappiamo niente di più.
Intanto passano Eurostar e Intercity con la precedenza, ma noi ancora lì ad aspettare.

Poi parte.

Senza che il regionale per Ancona ci avesse preceduto...
Cosa abbiamo aspettato?
Perchè nessuno ci ha detto niente?
Perchè ci sono persone che anche questa volta perderanno coincidenze senza motivo?
ma soprattuto...
Cos'abbiamo fatto di male???

venerdì 11 maggio 2007

La gioia sui volti

Sono rimasto affascinato e felice nel vedere l'entusiasmo con il quale il popolo brasiliano ha accolto ieri notte il Papa. Durante la trasmissione di Vespa, simile alle dirette dell'agonia di Woytila, si poteva ammirare l'incontaminata felicità con la quale i ragazzi sudamericani comunicavano la loro fede. Un qualcosa sempre più difficile da vedere nella nostra vecchia Europa, dove ci si scanna sempre e comunque. I loro canti, i loro sorrisi, i loro volti così sereni e veramente felici. Che meraviglia!

Mi sembrava di vedere quelle immagini dei libri di storia, di quando gli europei arrivavano in America con la croce in mano; quell'ingenuità, quella purezza sui volti di quella gente è il migliore spot che la chiesa possa avere.
Anche se i tempi sono cambiati e cambiano velocemente, le parti povere del Pianeta ci fanno capire quanto l'uomo debba cercare l'unione e la fratellanza, anche a scapito del progresso.
C'è anche chi ha detto che il Sudamerica è il cuore del Cristianesimo, di sicuro è la parte più viva, più promettente. Che dire, che chi ha meno ha Dio? Che tutta la nostra scienza non è nulla confronto alla felicità stampata su quei volti? Ho provato una grande gioia nel vederli e avrei voluto unirmi a loro.
Il vescovo di San Paolo ha anche ricordato come lo stesso Woytila avesse detto, durante una sua visita qualche anno fa, di ammirare la baia di Rio de Janeiro e di pensarla come a un'opera di Dio e dell'uomo. E come il creato dovesse sempre contemplare entrambi.
Un monito per una società contemporanea che mette Dio sempre e comunque in secondo piano.

giovedì 10 maggio 2007

Perdition Ways

Credo che l'amore sia la cosa più importante.
Lo vedo nei sorrisi dei bambini a scuola,
nella gentilezza degli anziani,
nelle lacrime di un disperato per strada,
nella tristezza di un giovane innamorato.

Sono uscito con un mio amico ieri sera.
Si parlava solo di donne, di fighe, di donne ,di fiche...
una tristezza assoluta.
Questo si prende da Modena con amici, o pseudo-amici, di ogni nazionalità
per andare a sbattersi in locali dell'Est, in Slovacchia e Slovenia...
Sono ragazzi della mia età con molti soldi, sorriso vincente
MA TERRIBILMENTE VUOTI!!!

Non capisco cosa ci faccia a volte qua.
Non riesco a condividere la maggior parte delle schifezze umane
che circolano.

Che Dio ci salvi!!!

venerdì 4 maggio 2007

Il meraviglioso mondo delle biblioteche


In un periodo nazionale dove le cose sembrano sempre di difficile soluzione voglio parlare di un aspetto positivo, uno dei più interessanti per quanto mi riguarda: le biblioteche.

Credo che perlomeno nella mia regione, l'Emilia-Romagna, da un po' di tempo ci sia un proliferare e un abbellimento delle biblioteche statali e non. Nella sola Bologna ci sono splendidi esempi a partire dalla famosa Sala Borsa per arrivare a veri gioiellini come la Borges. Ora, il fatto più interessante non è tanto il numero o la collocazione geografica, quanto i servizi che stanno prendendo sempre più piede. La biblioteca non offre più solo un servizio prestito libri, ma in molti casi offre varie opportunità di svago, mostre fotografiche, conferenze e soprattutto un servizio prestito di materiale mediatico. E' questa una delle grandi novità di questi ultimi anni: molte sono attrezzate con un vero e proprio arsenale di cd, cd-rom, dvd, cassette e tutto quanto ci sia sul mercato.

Sarebbe troppo scontato puntare sul fatto che la gente se ne approfitti per sfruttare la possibilità di masterizzare e copiare a più non posso. Credo che bisogna sottolineare la grande capacità del servizio di permettere agli utenti, specie quelli meno facoltosi, di conoscere la musica, il cinema e il teatro come non potrebbero fare in alternativa! E' una possibilità enorme per aprire nuove conoscenze e scoprire con calma gli autori più lontani e anche quelli più vicini.

Mi auguro che biblioteche gioiello come la Delfini di Modena o la Mediateca di San Lazzaro possano essere dei punti di partenza per permettere al cittadino comuno di avere sempre una finestra aperta sul mondo, senza dover parlare di costi e di spese.

E di questi tempi non è poco...

giovedì 26 aprile 2007

Integrazione e bambini


Com'è difficile la convivenza tra immigrati e italiani...

Giovedì pomeriggio, è il momento di Italia - Marocco per la mia scuola elementare. I ragazzi si dividono rapidamente in 2 squadre, cantano l'inno all'inizio e sin dai primi miluti è tutto uno scalciare, spingere, urlare, a volte insultare. Si sente la competizione già a 7 anni, chissà come diventeranno tra qualche anno... Il fair play non viene rispettato quasi mai, anche nelle rimesse laterali più evidenti, addirittura nei goal, sperando che l'arbitro (che sarei io...) non veda...

Siamo ai primi anni di immigrazione magrebina e si sente in ogni situazione la loro voglia di non soccombere ai giudizi italici o alla mancanza di esperienza in alcune cose. Credo che bisogna sempre in ogni circostanza cercare di coniugare le diverse mentalità a cominciare dai più giovani, e vi garantisco che è già difficile a questa età...

Non bisogna ripetere gli errori di altri paesi europei e cercare di eliminare il più possibile, di smussare ogni pericolosa divisione tra i ragazzi. Onestamente non è facile e ammetto che più il tempo passa e più lo sento come un obbiettivo quasi impossibile, per le posizioni di alcuni tipi di immigrati, ma non si può far altro che provarci.


Sperando che l'amore che sta alla base di ogni uomo possa prevalere sulle infinite possibilità di fuga verso mondi di odio e violenza.


Anche tra i piccoli.

venerdì 20 aprile 2007

Il solito flop europeo


L'Italietta quattro volte campione del mondo si fa battere dalla Polonia-Ucraina per l'assegnazione dei campionati europei 2012. La notizia non ha avuto un'eco sostenuta nel Belpaese. Forse le tante notiziole che da noi si ergono a Notizione ne hanno tolto lo spazio. Quel che è certo è che in qualsiasi altro Paese "normale", con un minimo di senso della patria sarebbe stato un flop da far vergognare tutti i settori vitali della società.

Non amo gli estremismi in stile sudamericano. Sono stato in Argentina quest'estate e so bene come paesi di quel tipo intendono le debacles calcistiche. Ma in qualsiasi altro Paese europeo la notiziaccia avrebbe avuto una recensione più sostenuta.

Che la lobby di Platini & co. non ci ami è un dato di fatto. Per qualsiasi italiano che abbia una caratura europea o internazionale la cosa non desta gran stupore... I motivi di tanta antipatia nei nostri confronti derivano da un'immagine rovinata e trascurata nel tempo che ha molteplici facce, molte delle quali non sono di entità grave, ma semplicemente non sono accettate dalla maggioranza della gente europea.

Basta osservare gli italiani all'estero e le reazioni di quelli che ci notano per capire che debacles come quelle dell'Europeo sono dietro ogni angolo...

giovedì 12 aprile 2007

Quant'è bella la Liguria!

La Liguria è una terra fantastica. E' difficile trovare un posto con un mare così impietosamente sublime. Di certo ogni bellezza ha il suo prezzo. Non si può dire che siano posti di facile raggiungimento, sia quelli sulla costa e tantomeno quelli in altura. Ma è un prezzo che si può pagare, che si dovrebbe pagare sempre e comunque...


La mia ultima scoperta è stata Spotorno, ma ancora di più il villaggio di Noli. Siamo sulla Riviera di Ponente, a pochi kilometri da Savona. Mentre il primo è un paese "desacralizzato" dallo sfruttamento edilizio assurdo che ha subito negli anni, il secondo è un vero e proprio gioiellino, uno dei tanti in Liguria.
E' situato solitario in un golfetto, sul mare, ma fortificato e ben tenuto. Ci sono ancora le mura, i palazzi sono in ottimo stato, viuzze, portici, chiesette... La cosa più sorprendente, almeno per me, è il fatto che Noli è stata una repubblica marinara!! Si può sapere qualcosa di più girando per le strade e leggendo i numerosi cartigli esplicativi.
Il mare è bello e pulito e la spiaggetta circondata da molte palme è davvero suggestiva. Si può passeggiare tranquillamente lungo il mare e sembra quasi Cannes!

Ho beccato molti motociclisti coi loro bolidi.

Spero che non capiti anche a voi...