sabato 17 ottobre 2009

Colloqui

Ti chiamano per un colloquio, l'ennesimo della tua vita... una casa editrice... che bello... alle 19.00... lui è stanco ha appena finito un'intensa giornata di lavoro, si tocca gli occhi, si sposta gli occhiali di continuo, perde il filo, si scusa, farfuglia, si gratta... leggiucola il tuo cv... ti ha mandato una mail per dirti che è interessato a fare 4 chiacchiere... ma non è in grado di fare un discorso compiuto... non ne ha voglia, anche se tu hai fatto della strada apposta per andarlo a sentire... lui ha letto il tuo cv quindi sa le tue competenze o cosa hai fatto... ma comincia a dire che ha bisogno di uno così, di uno colà... che quello che hai fatto non è sufficiente, che non sa neanche lui, che deve pensare, che ha un paio di posti vari, che però non sa, che forse si può, forse no... alla fine in un bagliore di normalità dice che forse no, ma che forse sì e comunque magari si farà qualcosa...
...
...
e io?
che bello...

Il mondo del lavoro italiano è più o meno questo. C'è una grande massa di datori di lavoro che magari hanno fatto anche fortuna che non ha la più pallida idea di come affrontare un colloquio e che non ha interesse nella persona che ha davanti. Non è solo una incredibile mancanza di rispetto nei confronti del candidato, ma una miserevole dimostrazione di mancanza di professionalità. Ma dove volete andare...

sabato 22 novembre 2008

Portogallo e Montale

"Il Portogallo è uno dei paesi latini che il Cielo ha meglio preservato dalla volgarità. Le ragioni di questo fatto mi sfuggono. Se siete sensibili al motivo economico potrete attribuirle a mancanza di capitali che permettano di creare industrie e di sfruttare il policromo mantello di troppe terre; se siete psicologi e moralisti osserverete che dovunque esiste una tradizione cattolica è frenata la corsa al meccanicismo e alla vita intensa; se siete modernisti e attivisti direte che il benessere porta con sè inevitabilmente un certo appiattimento, ma è sempre da preferirsi alla nobile muffa delle nazioni "depresse". Sia come si voglia, resta la constatazione che qui sopravvive qualche bene che le nazioni poste alla frusta dal progresso hanno ormai perduto di vista. Lo stesso insegnamento si porta via dalla Grecia, prova evidente che dove è passata la grandezza un cedimento totale non è più possibile. (...) Siamo in una delle ultime classiche riserve di Strapaese, questa è la verità: in un angolo del mondo dove non esistono confini tra regalità, familiarità e indigenza, e dove la misura delle cose è ancora umana."

Eugenio Montale
"Prose narrative"

mercoledì 19 novembre 2008

Oggi un Dio non ho

Sentivo solitudini, l'ulivo del Getsemani
E accendersi le voci dentro la città
Le croci che non porterò: oggi un Dio non ho.
Madonna per la via non andar via che mi perderò...
Lascio il gregge, io
Oggi un Dio non ho
E la tua legge qui non rispetterò
Resta dove sei, negli abissi miei non ti cercherò
Oggi un Dio non ho

Sentivo moltitudini, l'arrivo di altri popoli
E accendersi bandiere, feste inutili
Campane che non suonerò
Oggi un Dio non ho
Madonna madre mia non andar via che io morirò
Sono uomo anch'io
Oggi un dio non ho

Dentro un vortice nuvole scoppiano e il sole cade giù
E ho bisogno di aiuto e non c'è che da vivere
Esistere
Giorno dopo giorno ancora non mi arrenderò
Oggi un Dio non ho
Sono morto anch'io
Se oggi un Dio non ho
E nell'Amore sì io rinascerò
Chissà dove sei
Negli abissi miei ti ritroverò
Ma oggi un Dio non ho

[Raf]

lunedì 29 settembre 2008

Cose tristi...


Signore e Signori,

il tipico umorismo italiano...

Ridete Signori

Ridete...

sabato 27 settembre 2008

L'uomo e il Sublime

Vedendo ieri il bellissimo reportage di Iacona su raitre sull'Afghanistan non posso che rattristarmi nel vedere quei posti meravigliosi scolpiti dalla luce e dal vento, quelle montagne disegnate da una mano divina, che farebbero sognare qualsiasi poeta ridotti a campo di battaglia. Fortezze isolate, gente armata, elicotteri in quei cieli infiniti. E in tutta questa meraviglia della natura l'uomo non ha di meglio da fare che spacciare oppio, droga e farsi la guerra. Il documentario, molto bello, mi ha suscitato profonda delusione. E' come se vedessi due entità distinte, da una parte l'uomo intento a fare il male e dall'altra la beata e inerme natura.
E' davvero incredibile.
E sì perchè quando si fa una guerra molte volte si dimentica del campo di battaglia, che di solito è di una bellezza sconcertante. Il povero Afghanistan magari sarà ricordato per i talebani o altre brutte cose, così come il Pakistan, l'Iran o l'Iraq, dimenticandosi delle meraviglie naturali che hanno. Il disegno divino, quella natura dolce e aspra al tempo stesso ridotta a triste campo di battaglia. Vedevi l'uomo nella più totale solitudine con un mitra in mano (!!!), e tutt'intorno un sublime infinito. Ho sentito un sentimento di rigetto, di incredulità, ma si sa che la guerra è guerra... Chissà se qualche militare avrà sentito quello che ho provato io?
C'è un duplice crimine: a Dio e al suo creato. Forse il cuore e l'anima degli uomini un giorno potranno sentire l'assurdità del loro agire.
Quanta vergogna a essere uomo.

sabato 20 settembre 2008

Mitico!!!

"Non sono il migliore del mondo,
ma penso
che nessuno
sia migliore
di me".

(José Mourinho)

mercoledì 10 settembre 2008

Scrivono proprio tutti...

Un libro molto poco brillante. Ecco il mio giudizio su Generazione Erasmus di Davide Faraldi. Lavorando in libreria ne vedo un po' di tutti i colori e mi sto sempre più accorgendo della scarsa qualità di romanzi di giovani autori che non si sa come arrivano alla "celebrità" per poi spegnersi come neve al sole. Chissà chi ci mangia... Perchè anche uno che non legge normalmente si accorgerebbe della pochezza di questo romanzo, pieno di volgarità e costruito su una trama debolissima e una scrittura a dir poco elementare! L'ho preso in biblioteca, curioso del fatto che si basa su un'esperienza Erasmus a Nizza, come ho fatto io anni fa proprio in questa città meravigliosa. Fui preso da entusiasmo cercando di leggere qualcosa che mi facesse sognare quell'esperienza. E invece... Lo studente Erasmus diventa un povero cacciatore di fighe, meglio se straniere, sempre pronto a cazzeggiare e a cercare il modo per perdere tempo. Il libro è un lungo, tristissimo resoconto delle prede del nostro amico, il quale si interroga sui perchè più banali della vita cercando di rispondersi inanellando rapporti di ogni tipo, con una superficialità a dir poco imbarazzante. Non che io non sappia che l'Erasmus sia un periodo di "grazia ricevuta", ma mi sembra a dir poco inopportuno intitolare un romanzo così! Tra una trombata e l'altra si arriva alla fine con le pillole di saggezza del ragazzo che non trova lavoro e che manda a quel paese lo stato e la società... per poi accettare l'ultima tentazione femminile... Una tristezza assoluta! E dire che lui stesso nelle note finali ringrazia quegli editori che gli hanno rifiutato il libro perchè gli hanno dato quella rabbia utile ad andare avanti...
Purtroppo ne ha trovato uno che ha deciso di darlo alle stampe.... Sic! Strasic!!!!

sabato 9 agosto 2008

"Scaccia via invece quella sete di libri, se non vuoi giungere
a morte mormorando; bensì sereno veramente e grato
agli Dei dal profondo del cuore".

(Marco Aurelio)

Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente,
cedi, gemma, cedi.

Lo spirito della fioritura s'è abbattuto su di te.
Puoi rimanere ancora bocciolo?

[Rabindranath Tagore]

lunedì 14 luglio 2008

Paolini unico!

Credo che uno spettacolo di Marco Paolini sia davvero un'esperienza unica nel panorama italiano. La verve, l'intelligenza, le capacità oratorie fuori dal comune, la cultura e il genio di tenere sempre il filo col pubblico lo rendono davvero inimitabile. Ieri sera per la prima volta ne ho avuto la possibilità, in occasione di una serie di incontri organizzato dal comune di Modena al Parco Ducale. Inutile dire come fosse strapieno, con persone in piedi anche a lunga distanza. Lui ci ha sciorinato uno spettacolo da "One Man Show" sulla società italiana dalla fine dei '70 fino agli '80, con ovvi richiami all'oggi e ai problemi di casa nostra. Il teorema di Paolini prende spunto dalla figura di Margareth Thachter, governatrice dell'Inghilterra per 11 anni, che avrebbe causato l'inizio del cambiamento sociale in Europa, portando il credo vincente reganiano. Interessante il fatto che dalla fine dei '70 Islam con Khomeini e Occidente si separano definitivamente. E' un fiume in piena Paolini e recensire un suo show è veramente cosa ardua dal momento che si spazia dalla politica, alla società, alla storia e alla scienza con competenza e lucidità. Tantissimi i temi affrontati, in modo spesso ironico e con un po' di dialetto veneto che diverte sempre...
Di sicuro non si può uscire da uno spettacolo simile senza sentirsi bombardati e stimolati all'azione, al capire, al cercare di non subire passivamnete tutto quello che ci propina la società di oggi. Commovente la lettera di un lavoratore veneto spedita all'Inail che descrive l'incidente sul lavoro alla fine dello spettacolo. Così come fanno riflettere i tanti collegamenti che Paolini propone riguardo la nostra vita quotidiana, il lavoro, la politica e il futuro che ci aspetta.
Quello che ne viene fuori è soprattutto l'immagine della nostra Italia, di com'era e di com'è e per giovani come me fanno riflettere le direzioni che hanno preso certe cose.
Ci sarebbe tanto da dire, ma forse è meglio vederlo di persona.