Colloqui
...
e io?
che bello...
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Sentivo solitudini, l'ulivo del Getsemani
E accendersi le voci dentro la città
Le croci che non porterò: oggi un Dio non ho.
Madonna per la via non andar via che mi perderò...
Lascio il gregge, io
Oggi un Dio non ho
E la tua legge qui non rispetterò
Resta dove sei, negli abissi miei non ti cercherò
Oggi un Dio non ho
Sentivo moltitudini, l'arrivo di altri popoli
E accendersi bandiere, feste inutili
Campane che non suonerò
Oggi un Dio non ho
Madonna madre mia non andar via che io morirò
Sono uomo anch'io
Oggi un dio non ho
Dentro un vortice nuvole scoppiano e il sole cade giù
E ho bisogno di aiuto e non c'è che da vivere
Esistere
Giorno dopo giorno ancora non mi arrenderò
Oggi un Dio non ho
Sono morto anch'io
Se oggi un Dio non ho
E nell'Amore sì io rinascerò
Chissà dove sei
Negli abissi miei ti ritroverò
Ma oggi un Dio non ho
[Raf]
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Vedendo ieri il bellissimo reportage di Iacona su raitre sull'Afghanistan non posso che rattristarmi nel vedere quei posti meravigliosi scolpiti dalla luce e dal vento, quelle montagne disegnate da una mano divina, che farebbero sognare qualsiasi poeta ridotti a campo di battaglia. Fortezze isolate, gente armata, elicotteri in quei cieli infiniti. E in tutta questa meraviglia della natura l'uomo non ha di meglio da fare che spacciare oppio, droga e farsi la guerra. Il documentario, molto bello, mi ha suscitato profonda delusione. E' come se vedessi due entità distinte, da una parte l'uomo intento a fare il male e dall'altra la beata e inerme natura.
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Un libro molto poco brillante. Ecco il mio giudizio su Generazione Erasmus di Davide Faraldi. Lavorando in libreria ne vedo un po' di tutti i colori e mi sto sempre più accorgendo della scarsa qualità di romanzi di giovani autori che non si sa come arrivano alla "celebrità" per poi spegnersi come neve al sole. Chissà chi ci mangia... Perchè anche uno che non legge normalmente si accorgerebbe della pochezza di questo romanzo, pieno di volgarità e costruito su una trama debolissima e una scrittura a dir poco elementare! L'ho preso in biblioteca, curioso del fatto che si basa su un'esperienza Erasmus a Nizza, come ho fatto io anni fa proprio in questa città meravigliosa. Fui preso da entusiasmo cercando di leggere qualcosa che mi facesse sognare quell'esperienza. E invece... Lo studente Erasmus diventa un povero cacciatore di fighe, meglio se straniere, sempre pronto a cazzeggiare e a cercare il modo per perdere tempo. Il libro è un lungo, tristissimo resoconto delle prede del nostro amico, il quale si interroga sui perchè più banali della vita cercando di rispondersi inanellando rapporti di ogni tipo, con una superficialità a dir poco imbarazzante. Non che io non sappia che l'Erasmus sia un periodo di "grazia ricevuta", ma mi sembra a dir poco inopportuno intitolare un romanzo così! Tra una trombata e l'altra si arriva alla fine con le pillole di saggezza del ragazzo che non trova lavoro e che manda a quel paese lo stato e la società... per poi accettare l'ultima tentazione femminile... Una tristezza assoluta! E dire che lui stesso nelle note finali ringrazia quegli editori che gli hanno rifiutato il libro perchè gli hanno dato quella rabbia utile ad andare avanti...
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Etichette: Books
"Scaccia via invece quella sete di libri, se non vuoi giungere
a morte mormorando; bensì sereno veramente e grato
agli Dei dal profondo del cuore".
(Marco Aurelio)
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Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente,
cedi, gemma, cedi.
Lo spirito della fioritura s'è abbattuto su di te.
Puoi rimanere ancora bocciolo?
[Rabindranath Tagore]
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Credo che uno spettacolo di Marco Paolini sia davvero un'esperienza unica nel panorama italiano. La verve, l'intelligenza, le capacità oratorie fuori dal comune, la cultura e il genio di tenere sempre il filo col pubblico lo rendono davvero inimitabile. Ieri sera per la prima volta ne ho avuto la possibilità, in occasione di una serie di incontri organizzato dal comune di Modena al Parco Ducale. Inutile dire come fosse strapieno, con persone in piedi anche a lunga distanza. Lui ci ha sciorinato uno spettacolo da "One Man Show" sulla società italiana dalla fine dei '70 fino agli '80, con ovvi richiami all'oggi e ai problemi di casa nostra. Il teorema di Paolini prende spunto dalla figura di Margareth Thachter, governatrice dell'Inghilterra per 11 anni, che avrebbe causato l'inizio del cambiamento sociale in Europa, portando il credo vincente reganiano. Interessante il fatto che dalla fine dei '70 Islam con Khomeini e Occidente si separano definitivamente. E' un fiume in piena Paolini e recensire un suo show è veramente cosa ardua dal momento che si spazia dalla politica, alla società, alla storia e alla scienza con competenza e lucidità. Tantissimi i temi affrontati, in modo spesso ironico e con un po' di dialetto veneto che diverte sempre...
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