lunedì 10 dicembre 2007

Stop thinking...


sembra Kety da piccola
che amore...


Ma chi l'ha uccisa?

Sparare a zero sulla società di oggi è un po' come farlo sulla croce rossa. Molti magari se ne infischiano, ma ormai dovunque si vada a parare si finisce per rimanere delusi quando non scandalizzati. Le trasmissioni televisive domenicali per esempio sono più che un fervido esempio di disperazione, di totale mancanza di controllo da parte di chi dovrebbe. E' inspiegabile assistere a spettacoli di pessimo gusto senza almeno sperare che chi potrebbe almeno cercasse di fare qualcosa. E invece niente... il nostro è il Paese della non speranza, dove è inutile perchè, impossibile per come... Come se non bastasse ci sono casi apparentemente inspiegabili che finiscono per sfamare l'avida voglia di share dei nostri cari giornalisti televisivi, i quali come rapaci finiscono per ricavarne oro in qualunque modo. Così i casi di Erba, Garlasco e ultimo Perugia diventano puntate estremamente thriller alla ricerca del particolare perduto.
Ammetto che anch'io sono preda di questa moda, indubbiamente i gialli sono sempre interessanti da seguire, ma mi chiedo come mai in questi anni ci siano stati tanti casi nei quali le forse dell'ordine e della giustizia "non ci hanno capito una mazza", trasformando le vicende in soap opera per la tv. E' strano pensare che ragazzi poco più che adolescenti possano essere stati così bravi da compiere delitti perfetti e impenetrabili ai più smaliziati giudici. Onestamente è un po' troppo curioso... a meno che la razza umana si stia specializzando sempre più in queste cose...
E' questa la vera terribile notizia?

martedì 4 dicembre 2007

La strada della vergogna

L'ora dello sconcerto non arriva mai.

E' da tanto ormai che la via Emilia è popolata di notte e di giorno dalle celebri lucciole. Il non scandalizzarsi per culi e tette al vento non è una buona notizia. Vedere delle belle bambine salire su macchine di uomini di ogni età stringe il cuore. Ma questa è la realtà. Se ne parla alla tv e sui giornali da tempo ma vi assicuro che fare la strada di notte o di sera mette un senso di sconfitta, come se tutti in fondo stiamo perdendo. Perchè permettere che la nostra società arrivi a questo senza che nessuno faccia qualcosa significa aver perso terribilmente. Non ci sono parole per descrivere lo schifo quotidiano. Una recente trasmissione di Santoro ha focalizzato la questione e mi ha fatto accaponare la pelle.
Ma è il senso di sconfitta umana che regna sovrano.

giovedì 29 novembre 2007

Onore a te


Che l'amore possa raggiungerti ovunque
o mio sovrano
perso nell'aere di mille parole
al vento,
nel mare.

Il presente d'assenzio
imbriglia il tuo sospiro,
così pesante e monotono.

Nella vita che non vuoi
non puoi più partire
costretto ad accettarla
e a masticarla
come non sai
come devi e basta.

Ogni mattino
cerherai il sole
che hai perso la sera.

E,
trovandolo,
vivi.

Stop thinking...




mercoledì 28 novembre 2007

In ricordo di Enzo Biagi


Si fa sempre in tempo a ricredersi sulle persone o quantomeno a conoscerle. Sono stato scosso dalla morte di Enzo Biagi. E' un po' come se all'improvviso ti rendi conto del reale peso della persona e finisci per capire tutto in un botto. Non che la figura di Biagi non sia mai stata presa in considerazione dal sottoscritto intendiamoci, ma è vero che quando certe persone ti vengono a mancare è come se all'improvviso senti tutto quello che hanno rappresentato, coscientemente o meno, per te. Una cosa simile l'ho provata con la scomparsa di Giovanni Paolo II, ovviamente in misura molto più forte.
Perchè Biagi?
Onestamente non per averlo letto o seguito più di tanto, ma per quella sua bolognesità serena, semplice e perbene che tanto si avvicina a quella di mio nonno e che oggi è tanto difficile vedere a Bologna e dintorni. Non so se ha combinato qualcosa di male, ma anche solo questa caratteristica mi ha commosso e mi sono sentito stretto a lui e a chi lo voleva bene. Credo che per questa Italia così sempre più superficiale perdere gente così sia davvero una brutta cosa.
Il ricordo di Biagi alle figlie e alla famiglia e soprattutto quella frase in punto di morte - "si sta come d'autunno sugli alberi le foglie, ma tira un vento forte" - mi stringe il cuore e mi piace pensarlo nella serenità più celeste.

lunedì 22 ottobre 2007

Mai dire Mai!


Ammettiamelo! Non fosse per il pericolo che poteva rovinare la fontana, la trovata del vandalo non è poi da scandalo. Pensate a tutti quei turisti che all'improvviso si sono visti l'acqua diventare rossa! S. Gennaro? Miracolo? Noooooooo.... solo un burlone capitolino che ha fatto un qualche cosa che forse passerà alla storia. A me è sembrato comunque un atto simpatico dopotutto. Ovvio che se avesse rovinato il monumento staremmo qui a parlare in altro modo, ma la panzanata è stata memorabile! Penso alle facce dei turisti e un po' forse li invidio...
Chissà cosa si sono detti in quei momenti....
E voi che pensate?

giovedì 11 ottobre 2007

Nella bella Ferrara

E' stato un evento bellissimo non c'è che dire! Ferrara, la magica città estense ha ospitato alcuni dei giornalisti più importanti a livello internazionale, grazie alla manifestazione indotta dallo splendido periodico "Internazionale". Onestamente quest'anno non mi posso lamentare... Ho assistito a tante manifestazioni interessanti e devo dire che il mio è un messaggio ai pelandroni che non sanno mai cosa fare e non capiscono che le occasioni, se si vuole, si trovano eccome. Questa era da leccarsi i baffi e purtroppo ho partecipato solo alla serata di sabato, dove tra gli altri ha parlato Arundhati Roy (autrice de "Il dio delle piccole cose").
Credo che la rivista abbia fatto colpo, non pensavo arrivasse tanta gente, tanto che il cinema dove c'erano gli incontri era stipato fino a fuori l'entrata. L'occasione è stata propizia anche per vedere Ferrara e vi garantisco che è una bellezza! Era da tempo che non ci andavo, anche perchè il clima non è dei migliori... ma l'aura nobile della città resta nonostante tutto. E' proprio vero che chi nasce di sangue blu...

Sempre su "Traversate" (4)

Magistrale schizzo di Beirut al mattino.
"Fi-l-sobh, all'alba. Mi ero svegliato molto presto, per scoprire la città sotto un altro aspetto. Avevo bisogno di avvertirne le pulsazioni, di sentirla scrollarsi, riprendere vita. Camminavo senza meta, svoltando a sinistra, ritornando indietro, andando di qua e di là, guidato solo dal ritmo dei miei passi. La forma della città, completamente avvolta nella densità della notte, non si vedeva. Isolati sparsi, cumuli di buio sul granpavese delle mie traversate, come riuscire a orientarmi? Non importa, l'oscurità non m'impedisce di vedere quel che al momento non cerco. Con i sensi all'erta, posso indovinare al tatto le asperità della città, sentire la brezza fresca che viene dal mare, e soprattutto posso ascoltare. Ascoltare quel canto sacro che sfida il caos della città. Sale lentamente, attraversa la notte e chiama il giorno. Sordo, al principio, grave, quasi cavernoso, cresce, sale, si gonfia per diventare poi fluido, leggero, quasi trasparente. Le variazioni della voce rivelano un mondo che, fino ad allora, sembrava inaccessibile. Canto sacro, mondo divino, che si lascia intravedere d'improvviso tra gli arcani della città profana."

mercoledì 10 ottobre 2007

Ingiustizie mediatiche


L'incredibile storia di Maddie McCann, la piccola inglesina che non si sa più che fine abbia fatto ha toccato il cuore di ognuno. Vivere in un mondo che produce simili abomini non è certo una bella cosa. E' da un po' che si assiste anche in Italia ad un interesse morboso della stampa nei confronti di casi del genere o di omicidi strani (Garlasco). Con Maddie addirittura abbiamo due polizie di due paesi diversi che si scannano a vicenda, i giornali di entrambi i paesi che sembrano fare a gara per spararla più grossa, i genitori che sembrano ipnotizzati da quello che succede. Credo che i media oggi hanno reso questi casi ancora più indecifrabili di quello che già sono. Se le notizie non trapelassero "di volta in volta" forse le inchieste potrebbero avere un persorso più spedito e i riflettori non farebbero apparire come fenomeni dei semplici avvocati, giornalisti o poliziotti. Oltretutto si fomenta nei malintenzionati la voglia di fare altrettanto con il rischio di trovarsi sempre più casi irrisolvibili.
Dopotutto il fatto, tragico e drammatico, resta quella splendida bambina che sembra essere sparita nel nulla.
In un mondo pieno di telecamere.